www.dolcepiemonte.com

lunedì 11 ottobre 2010

SALONE DEL GUSTO 2010

Il Salone del Gusto raggiunge quest'anno il traguardo delle otto edizioni.Anche quest'anno Torino diventerà per cinque giorni la capitale mondiale del Gusto.

Insieme a "Terra Madre" il Salone del Gusto raccoglie le eccellenze mondiali degli agricoltori e degli artigiani che trasformano i cibi, la manifestazione mette al centro un rapporto più consapevole con il mangiare e con i prodotti della terra.

Appuntamento al Lingotto di Torino dal 21 al 25 ottobre per conoscere e gustare i prodotti tipici più caratteristici del Piemonte e del mondo.

Per maggiori informazioni: http://www.salonedelgusto.it/

lunedì 3 maggio 2010

BRASATO AL BAROLO

Il brasato al barolo è una ricetta tipica della cucina piemontese. E' carne stufata condita con spezie e macerata e cotta per parecchio tempo nel Barolo. La ricetta tradizionale utilizza solo carne bovina di razza piemontese.
Il taglio di carne più usato per il brasato al Barolo è il " cappello del prete" o l'"arrosto della vena".

RICETTA: 

Ingredienti:

800 g di carne magra
50 g di burro
brandy
1 bottiglia di Barolo
carote
sedano
cipolla
rosmarino
aglio
alloro

PREPARAZIONE

 

Mettete a macerare la carne in un ampio recipiente coprendola completamente con il vino le varie spezie tagliate in piccole parti (carote, sedano, cipolla, rosmarino, aglio, alloro).
Lasciate riposare la carne per 24-36 ore in qualsiasi luogo ma non in frigorifero ne in luoghi caldi;
Mettete ora a cuocere la carne in una pentola fatela rosolore bene da tutte le parti, aggiungete mezzo bicchiere di brandy e aspettate che evapori completamente. Poi versate anche il vino con le spezie e le verdure, cuocete la carne almeno 40-50 minuti girandolo di tanto in tanto.

giovedì 5 novembre 2009

FRITTO MISTO ALLA PIEMONTESE

Insieme alla bagna caoda è forse il piatto simbolo della cucina piemontese.

Il fritto misto alla piemontese è un piatto di antica tradizione popolare, quando ancora gli animali in Piemonte venivano macellati a casa e per sprecare il meno possibile, si cucinavano le frattaglie.
Gli animali di grossa taglia come l'agnello, il maiale o il vitello piemontese, dopo la macellazione, venivano suddivisi all'interno della famiglia allora patriarcale e le animelle, i rognoni, i filoni, la cervella, il fegato e i testicoli venivano impanati nel pan grattato e fritti in olio. Venivano poi serviti con i sanguinacci nel giorno festivo successivo alla macellazione.

Nel corso degli anni la preparazione del fritto misto alla piemontese ha subito importanti aggiunte e data la facilità con la quale ormai si possono acquistare svariati tipi di carne, si può considerare e servire come piatto unico.

Resta comunque un piatto del "dì di festa", e abbinando il dolce con il salato, è stata aggiunta la mela e l'amaretto (prodotti comunque piemontesi), oltreché carni miste e diverse verdure, il tutto rigorosamente tagliato circolare.


Composizione tradizionale [modifica]
fegato (fricassà nèira)
polmone (fricassà bianca)
rognone
salsiccia
cervella
animelle
amaretto
filoni
testicolo
carrè di agnello
petto di pollo
melanzana
punta di cavolfiore
semolino dolce (polenta dossa, friciulìn))
il tutto servito con carote al burro


Composizione attuale [modifica]
È consuetudine ormai trovare il fritto misto alla piemontese completo di:

fegato (fricassà neira)
polmone (fricassà bianca)
rognone
salsiccia
cervella
animelle
filoni
testicolo
carrè di agnello
petto di pollo
melanzana
punta di cavolfiore
semolino dolce (polenta dossa, friciulìn)
fettine di vitello
polpettine di carne mista
cosce di rana fritte
finocchi
carciofi
mele
amaretto
sempre servito con carote al burro


Piemonte, Piedmont, Italy

lunedì 26 ottobre 2009

IL PIEMONTE E LE ACCIUGHE

Qualcuno si sarà chiesto, come mè, perchè tra i prodotti tipici del Piemonte c'è la bagna caoda che, tra gli ingredienti principali ha un pesce azzurro come l'acciuga.
Notoriamente il Piemonte non è una regione marina.
Sembra che in passato i contadini, provenienti soprattutto dalla valle Maira nel cuneese, cercassero di arrotondare nei mesi invernali andando in Francia o in Liguria a prendere il sale da vendere poi in tutto il Piemonte. Poichè il sale ai tempi era un bene molto prezioso sembra venisse nascosto sotto le acciughe. Questi contadini passavano poi nei paesi con dei carretti a vendere sia il sale che i pesci e venivano chiamati ANCIUE'.

Il Museo Seles - Museo multimediale dei mestieri itineranti, vuole essere il punto di raccolta delle testimonianze e della documentazione di tutti gli acciugai della Valle Maira che hanno avuto nei comuni di Dronero, Celle di Macra e Paglieres la loro culla d’origine.
 www.comune.dronero.cn.it


Piemonte, Piedmont, Italy

lunedì 19 ottobre 2009

LA MELA ROSSA DI CUNEO

La "Mela rossa Cuneo", la migliore in Europa e nel mondo, sarà promossa in tutto il Nord-Ovest del Paese in attesa del tanto agognato marchio "Igp"
IL PROGETTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO SARÀ PUBBLICIZZATO CON LOCANDINE PER INDIRIZZARE I CONSUMATORI NEI PUNTI VENDITA ADERENTI
“La grande rossa della provincia Granda”. Questa la credenziale con cui la “Mela rossa Cuneo” affronta la campagna, orchestrata dalla Camera di commercio con l'appoggio di Regione, Provincia ed Assortofrutta. Guarda il video di cuneocronaca.tv.
L'iniziativa, presentata ufficialmente nel salone d'onore camerale, non è alla prima edizione. È stata già proposta in passato, dal 2005. Prosegue, intanto, il nuovo iter burocratico per l'acquisizione dell'Igp, il prestigioso marchio di tutela. Dalla sua, la “rossa” di Cuneo vanta la prerogativa di essere la migliore mela del genere, non solo a livello europeo, ma anche mondiale, per caratteristiche organolettiche e coloritura. Altrove il prodotto non beneficia della forte escursione termica tra le ore diurne e le notturne, come avviene nella Granda. Unica eccezione, lo stato di Washington con una tradizione assai meno consolidata di quella nostrana.

“La stretta collaborazione tra Centro regionale di ricerca (Creso), agenzia 4 A della Coldiretti che ne coordina l’assistenza tecnica e gli esperti assaggiatori coordinati dall'Onafrut - dicono i tecnici - hanno fatto sì che potessero essere individuate le varietà con caratteristiche ottimali, più idonee alle condizioni pedoclimatiche del territorio”. In particolare, si fa conto sulle Gala, le precoci estive la cui raccolta è già ultimata, le Red delicious, molto apprezzate nei paesi tropicali e sud tropicali, le Braeburn, mirate al mercato nazionale e le Fuji, caratterizzate da uno straordinario equilibrio gusto/profumo.

L'operazione promozionale “Mela rossa Cuneo” guarda all'area dell'Italia nord occidentale, con ricerca della filiera breve tra produttore e consumatore. All'operazione aderiscono le organizzazioni dei consumatori, i produttori associati, alcuni grossisti, la rete dei negozi specializzati facenti capo a Confcommercio e le catene della grande distribuzione con punti vendita in Piemonte, Lombardia e Liguria. In particolare, ad oggi, hanno già formalizzato l’adesione al progetto Carrefour, Coop Nord Ovest, Dimar, Nord di Conad e il Gigante. Altre adesioni potranno giungere nei prossimi mesi in quanto l'avvio della campagna sarà personalizzato a seconda delle esigenze commerciali degli operatori. I frutti verranno proposti in bauletti da 3 chili in cartone bianco, con logo del Consorzio Mela Rossa Cuneo, oppure allo stato sfuso, con bollinatura sui singoli “pezzi”. Le caratteristiche della produzione 2009 sono eccezionali, favorite dal caldo secco dell'estate e dalle recenti piogge settembrine. In provincia, la produzione di mele rosse sta raggiungendo il milione di quintali. Si tratta di un'evoluzione in positivo, con recupero di aree in passato destinate ad altre varietà, tra cui le Golden delicious.

Nel presentare il progetto, che sarà pubblicizzato mediante manifesti e locandine in grado di aiutare i consumatori ad individuare i punti vendita aderenti, il presidente della Camera di commercio ha sottolineato come “le eccellenza della terra cuneese meritino attenzione ed impegno nella valorizzazione”. “Abbiamo prodotti che altrove non sono reperibili con le stesse peculiarità. – ha aggiunto - Dobbiamo farli conoscere, agevolarli nella fase di distribuzione, in modo da ripagare i produttori della loro elevata professionalità e da consentire ai fruitori finali di accedere alle voci della nostra ortofrutticoltura, anche in nome delle recenti tendenze a cercare ciò che viene assicurato a chilometri zero, cioè che matura a breve distanza dal luogo del consumo. La mela rossa ci può dare grandi soddisfazioni pure in terre lontane, nei Paesi in cui il suo sapore e l'invitante aspetto già le hanno garantito interesse e plauso. Di qui l'impegno per un'Igp che ufficializzerà requisiti unici”.


TRATTO DA CUNEOCRONACA

giovedì 8 ottobre 2009

PIOVA' MASSAIA


Tra le colline astigiane si trova il paese di Piovà Massaia. Dal 1940 ha assunto la seconda parte del nome in onore del Cardinal Massaia nato in questo paese nel 1809.

"L'abbondanza di conchiglie fossili, la scoperta di un delfino, una balenottera, un rinoceronte avvenute verso la metà del 1800, ci danno un'idea dell'ambiente e del clima della nostra regione in quei tempi remoti." tratto da wikipedia.


L'edificio più visibile del paese è la parrocchia nella chiesa dei santi Pietro e Giorgio di architettura barocca fu edificata da Benedetto Alfieri fra il 1749 ed il 1774.(foto)

I piatti tipici della zona sono:
- Bagna Caoda
- Gli agnolotti d'asino o di lepre
- La finanziera
- Fritto misto alla piemontese

Piemonte, Piedmont, Italy

martedì 6 ottobre 2009

IL RISO

L'introduzione della coltivazione del riso in Piemonte risale al XV secolo e si estende da Novara fino a Saluzzo.

Oggi le zone del Piemonte più interessate dalla coltivazione del riso sono le province del vercellese, del basso novarese, del biellese e alcune zone dell'alessandrino.

Dopo la trebbiatura il riso è ancora rivestito dalle glumelle e viene chiamato risone. Viene quindi portato nelle riserie dove vengono eseguite dierse lavorazioni: pulitura, sbramatura, sbiancatura, lucidatura, brillatura.

La pianta da coltivazione si divide i tre sottospecie che si differnziano per la forma del chicco:
- Indica
- Japonica
- Javanica

In Piemonte e nelle altre zone d'Italia dove viene coltivato si utilizza la Japonica.


Carnaroli: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
Arborio: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
Vialone nano: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
S.Andrea: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
 Padano: iedale per arancini, cotto in 15 (al dente) o 18 minuti:

Baldo: ideale per insalate, bollito in 14-15 minuti;
 Ribe Parboiled: ideale per risotti, cotto in 15-16 minuti;
Thaibonnet Parboiled: ideale per insalate, bollito in 17-18 minuti;
Originario o comune (varietà Balilla): ideale per dolci, cotto in latte in 15 minuti.


Una ulteriore classificazione viene fatta a seconda delle dimensioni e della forma del chicco:

- Comune o originario: (Balilla) grani tondi e tondeggianti
- semifino: (Vialone nano) grani lunghi e grossezza media
- fino: (S. Andrea, Vialone) grani lunghi e grossi
- superfino: (Arborio, Baldo, Carnaroli) grani molto lunghi e grossi.

Piemonte, Piedmont, Italy

lunedì 28 settembre 2009

I PLIN

I PLIN sono un prodotto tipico piemontese, soprattutto del cuneese e del Piemonte occidentale. 


In dialetto piemontese il plin è il pizzicotto, da questo termine deriva il nome di questa pasta all'uovo ripiena di carne arrosto, il plin è il pizzicotto che viene dato alla pasta.


I Plin vengono cotti in acqua bollente e saltati con burro e salvia, oppure sugo d'arrosto. Ma per apprezzarne completamente il gusto, una tradizione vuole che si gustino su di un tovagliolo senza nessun condimento. Durante la manifestazione del Gustadom ad Asti si possono assaggiare gli agnolotti gobbi serviti in questo modo.


Piemonte, Piedmont, Italy

venerdì 25 settembre 2009

IL PLAISANTIF

Il Plaisentif è il "formaggio delle viole". E' prodotto esclusivamente in Piemonte e solo in val Chisone e in val Susa. 
Sembra che l'origine risalga alla fine del '500 quando veniva prodotto in Piemonte con latte crudo vaccino. Il suo nome deriva dal fatto che gli alpeggi delle val Chisone e val Susa avvenivano nel periodo della fioritura delle viole (giugno e luglio)
La stagionatura di questo formaggio piemontese è di 80 giorni e può essere commercializzato solo alla terza domenica di settembre, in occasione della festa di "Poggio Oddone" a Perosa Argentina. 
 Il Plaisentif è marchiato a fuoco con una viola stilizzata.

Piemonte, Piedmont, Italy

mercoledì 23 settembre 2009

FORTE DI FENESTRELLE

Il Forte di finestrelle sale dalla statale 23 del Sestriere per 3 Km sul costone del monte Orsiera coprendo un dislivello di 635 metri, è uno dei monumenti simbolo del Piemonte.
La costruzione della fortezza partì dal punto più alto (Forte delle Valli a 1800 metri di altitudine) nel 1728 per volere di Vittorio Amedeo II. Ci vollero ben 122 anni perché la costruzione venisse completata raggiungendo il punto più basso, vicino all’odierno passaggio della statale (Forte Carlo Alberto dal nome del re che ne ultimò la costruzione nel 1850).

Il forte fu costruito a difesa del nuovo regno dei Savoia in Piemonte dalle incursioni francesi anche se non fu mai coinvolto direttamente nelle battaglie. Fu utilizzato soprattutto come prigione e campo di concentramento.

Nel secondo conflitto mondiale vide alcuni scontri tra i partigiani del Piemonte della Val Chisone e l’esercito tedesco. Venne abbandonato definitivamente dall’esercito italiano sul finire degli anni ’40.
Dagli anni ’90 grazie ad un gruppo di volontari “l’Associazione Progetto San Carlo onlus” la fortificazione della Val Chisone ha visto una rinascita con iniziative culturali e una forte valorizzazione turistica.


Oggi il Forte di Finestrelle è diventato il simbolo della provincia di Torino.
Piedmont,Piemonte.
Per informazioni sugli eventi e sulle manifestazioni:
ASSOCIAZIONE PROGETTO SAN CARLO
TEL 0121\83 600
info@fortedifenestrelle.com

Piemonte, Piedmont, Italy

venerdì 18 settembre 2009

Poggio Oddone-La manifestazione storica di Perosa Argentina giunta alla nona edizione

Da oggi venerdì 18 settembre si apre a Perosa Argentina la manifestazione "Poggio Oddone-Terra di Confine" fino a domenica 20.

Durante la manifestazione che si svolge dal 2000 si potrà acquistare il formaggio tipico piemontese della val Chisone il "Plaisantif".

Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell'associazione Poggio Oddone.

Piemonte, Piedmont, Italy

mercoledì 16 settembre 2009

PANISCIA NOVARESE

Non ci sono molte certezze sull'origine di questo piatto tipico piemontese e più nello specifico novarese. Sembra che il suo nome derivi dal fatto che originariamente si utilizzava il panìco al posto del riso o comunque un cereale di poco pregio. Il termine latino "paniculum", "migliacccio", fatto con il miglio, sembrerebbe la radice etimologica del nome. Dalla stessa radice deriverebbero anche le altre varianti di questo piatto tipico: la Panissa vercellese (senza le verdure) o la Paniccia della val Sesia. Infatti sembra che le origini di questo piatto siano molto antiche addirittura prima dell'introduzione della coltivazione del riso in Piemonte (1500).



PANISCIA NOVARESE (dosi per 4 persone)
350 gr. di riso superfino,
200 gr. di fagioli borlotti secchi,
350 gr. di cavolo bianco (verza),
1 carota 1/2 cipolla media,
2 costole di sedano,
3 pomodori pelati senzai semi,
50/60 grammi di cotenne di maiale,
80 grammi di pancetta tritata fine,
25 grammi di burro,
1 salam d'la duja(conservato nello strutto),
2 litri di acqua,
1/2 bicchiere di vino rosso,
pepe e sale q.b.








Mettere i fagioli secchi in un contenitore coperti da acqua tiepida, per circa dodici ore.Fate scottare le cotenne (tagliate a listerelle) per cinque minuti in acqua bollente .Mondate e lavare tutte le verdure.Spezzettate le foglie di verza e tagliare a pezzettini il sedano la carota, e i pomodori a cui avrete tolto i semi.Scolate bene i fagioli e metterli in una pentola con tutte le verdure e le cotenne.Aggiungete l'acqua e un po' di sale.Tritare la cipolla con il salame.Mettere in una casseruola il burro e la pancetta, unite il salame e la cipolla e lasciare rosolare a fuoco basso per dieci minuti.Mescolando con un cucchiaio di legno unite il riso, fatelo insaporire, quindi sempre mescolando aggiungete il vino e lasciatelo evaporare.Continuare la cottura del riso unendo poco alla volta il brodo e le verdure cotte e continuare a mescolare con il cucchiaio di legno fino a che il riso sara' cotto (il tempo necessario e' di circa 20 minuti). Aggiungete il pepe q.b., togliete dal fuoco e lasciare riposare per cinque minuti prima di disporlo sul piatto di portata.

Piemonte, Piedmont, Italy


martedì 15 settembre 2009

FORMAGGI IN MOSTRA A BRA

Dal 18 al 21 settembre 2009 si terrà a Brà la settima edizione di CHEESE-LE FORME DEL LATTE.

La manifestazione piemontese è organizzata da SLOWFOOD e rappresenta un evento internazionale di grande rilevanza nel settore caseario.

Accanto ai formaggi del Piemonte, forse i prodotti tipici più famosi di questa regione, si può trovare una vasta gamma di formaggi prodotti nei più diversi paesi del mondo provenienti dai presidi SLOWFOOD .

PER MAGGIORI INFORMAZIONI www.cheese.slowfood.it

Piemonte, Piedmont, Italy

giovedì 10 settembre 2009

NOVI LIGURE

Piemonte sud est. Provincia di Alessandria dove la pianura piemontese inizia a salire e diventa Appennino, qui si trova Novi Ligure.

La città dove sono cresciuti i campionissimi piemontesi di ciclismo Girardengo e Coppi.

Novi Ligure ha una lunga tradizione dolciaria, sul suo territorio sono nate due grandi aziende dolciarie piemontesi, la Novi e la Pernigotti.

L’origine della città di Novi Ligure risale al periodo romano quando era conosciuta col nome di Curtis Nova. Attraverso varie vicissitudini ha fatto parte anche della Repubblica di Genova nel 1500.

Nel 1818 entra a far parte del Regno di Sardegna e quindi del futuro Piemonte.

Nel centro storico di questa città piemontese si possono ammirare numerosi palazzi dalle facciate dipinte risalenti ai secoli XVII e XVIII.


Tra questi palazzi citiamo il Palazzo Negroni (foto) ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una della quali basata sul calendario rivoluzionario francese.








La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano, oltre all'omonimo Palazzo Delle Piane, (foto) la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.









I prodotti tipici di questa zona sono:
- baci di dama
- farinata
- focaccia novese
- canestrelli novesi
- Cece di Merella
- Corzetti

Piemonte, Piedmont, Italy

mercoledì 9 settembre 2009

CONCORSI IPPICI IN PIEMONTE: PINEROLO CITTA' DELLA CAVALLERIA

Dall'11 al 13 settembre 2009 Pinerolo sarà sede del25° concorso ippico INTERNAZIONALE.

Mentre dal 18 al 20 settembre 2009 la città del Piemonte ospiterà il 31° concorso ippico nazionale.

Le manifestazioni che sono ormai una tradizione per Pinerolo si terranno presso la Piazza D'armi.


Piemonte, Piedmont, Italy

sabato 5 settembre 2009

TORINO, PIAZZA SOLFERINO

Una delle piazze storiche più famose di Torino è piazza Solferino.

La piazza del capoluogo piemontese sorge sul luogo occupato fino ai primi decenni dell'Ottocento dal mercato del legno, della paglia e del fieno, un'ampia spianata irregolare in terra battuta compresa tra gli spalti della Cittadella dell'antica Torino e gli isolati occidentali dell'ampliamento seicentesco.

La realizzazione della piazza avviene nel corso della seconda metà dell'Ottocento, dopo lo smantellamento delle fortificazioni della Cittadella iniziato nel 1852.

Dalla piazza si può vedere il TEATRO ALFIERI (foto) e il palazzo del consiglio regionale (Palazzo Lascaris).







A decorazione della piazza si trova la fontana angelica (foto) costituita da quattro gruppi di statue che si richiamano alle quattro stagioni.







Al centro della piazza si vedono i padiglioni di Atrium progettati da Giugiaro caduti in disuso dopo le olimpiadi.

Piemonte, Piedmont, Torino, Italy

venerdì 4 settembre 2009

I VINI DEL PIEMONTE INVADONO LONDRA

I vini piemontesi in vetrina nei grandi magazzini Herrod's di Londra. Dal 1° settembre al 4 ottobre 2009 grazie al sostegno della Regione Piemonte e al Centro Estero per l’Internazionalizzazione nel wine shop del grande magazzino londinese sarà ospitata una promozione di circa 60 etichette di vini del Piemonte.

Sicuramente un'iniziativa pubblicitaria importante per i vini piemontesi.

Maggiori info sul sito de "La Stampa"
Piemonte, Piedmont.

mercoledì 2 settembre 2009

TORINO CELEBRA I 303 ANNI DELLA LIBERAZIONE DALL'ASSEDIO FRANCESE

Da sabato 5 settembre nel capoluogo del Piemonte si apriranno le manifestazioni e le rievocazioni storiche per ricordare i 117 giorni che opposero l'esercito Sabaudo di Vittorio Amedeo II alle truppe del Duca de la Feuillade nel 1706.

Per maggiori informazioni sull'assedio di Torino: wikipedia
Pietro Micca

Piemonte, Piedmont, Torino, Italy

IL GRISSINO prodotto tipico del Piemonte.

Uno dei simboli della cucina Piemontese e sopratutto di Torino è il GRISSINO. Il grissino è anche uno dei più famosi prodotti della cucina piemontese all'estero.

La sua origine sembra merito di Vittorio Amedeo II di Savoia, o meglio del suo dottore.
Per dare al giovane componente della famiglia Savoia, che riusciva con difficoltà a digerire la mollica del pane, il medico intorno al 1675 fornì le indicazioni ad Antonio Bruero fornaio di Lanzo Torinese per produrre il grissino.


I grissini ebbero una veloce diffusione sia in Piemonte che nel resto del paese grazie alla digeribilità e alla facilità di conservazione.

Anche Napoleone adorava i grissini del Piemonte e li chiamava "petites batons de Turin" e sembra se li facesse spedire direttamente da Torino a Parigi.

Il nome deriva da quello della "ghersa", il classico pane piemontese, di forma allungata.

La forma di grissino più antica e tradizionale è indubbiamente il rubatà o robatà (la pronuncia è comunque "rubatà", che in piemontese significa "rotolato") di lunghezza variabile dai 40 agli 80 cm, facilmente riconoscibile per le caratteristica nodosità, dovuta alla lavorazione a mano. Il rubatà di Chieri è incluso nella lista prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Sono allo steso modo considerate zone di produzione classica del Rubatà, il Torinese, la zona di Andezeno e il Monregalese.

L'unica altra forma di grissino tradizionale e tutelata è il Grissino Stirato. Di invenzione più recente rispetto al rubatà, si distingue da questi in quanto la pasta, invece che essere lavorata per arrotolamento, viene allungata tendendola dai lembi per la lunghezza delle braccia del panificatore, il che conferisce maggiore friabilità al prodotto finale. Soprattutto questo tipo di lavorazione permise la produzione meccanizzata già a partire dal XVIII secolo.


Piemonte, Piedmont, Italy

martedì 1 settembre 2009

Fiera dell'artigianato a Pinerolo

Dal 3 al 6 settembre si terrà a Pinerolo la 33° edizione della Fiera dell'Artigianato. La cittadina piemontese ospiterà i più diversi volti dell'artigianato da quello manifatturiero a quello dei prodotti agricoli e alimentari. La presenza dei prodotti alimentari tipici piemontesi sarà come al solito molto elevata.
Anche quest'anno la manifestazione pinerolese sarà animata da manifestazioni e musica. Nell'elenco spicca la NOTTE BIANCA di sabato 5 settembre che vedrà tra gli altri eventi il concerto della cantante Alexia.

Per maggiori informazioni: www.artigianatopinerolese.com

Piemonte, Piedmont, Italy

sabato 22 agosto 2009

Pinerolo

Pinerolo è una città del Piemonte in provincia di Torino che conta 35.143 abitanti.

La cittadina piemontese visse il periodo di massimo splendore culturale intorno al 1295 quando divenne la capitale dei possedimenti degli Acaja.

A Pinerolo, fino ai primi anni novanta, si trovava la Scuola Militare di Mascalcìa, fondata nel 1882, dove si apprese per lungo tempo il mestiere di maniscalco. Oggi la Scuola si trova a Grosseto, annessa alla scuola Militare di veterinaria, un tempo presente anch'essa a Pinerolo, presso la caserma Villy Pasquali.


Ma Pinerolo è indissolubilmente legato alle tradizioni militari. Attualmente è sede del Nizza Cavalleria, il più antico reggimento di cavalleria fondato nel 1690, uno dei più antichi dell'Esercito Italiano.

Inoltre, presso la Caserma Berardi si trova stanziato il 3º Reggimento Alpini, che vanta antiche tradizioni Militari nel Pinerolese.
A Pinerolo è attualmente in costruzione la Scuola di Cavalleria sul sito di una vecchia caserma dismessa.

Una delle più importanti manifestazioni di questa cittadina piemontese è la Maschera di Ferro che si tiene nel primo fine settimana di ottobre.

Tratto da wikipedia

MUSEI DI PINEROLO:




- Museo Etnografico

- Museo di Scienze Naturali

- Collezione Civica d'Arte


Piemonte, Piedmont, Italy

venerdì 21 agosto 2009

Laghetto naturale di Bout du Col (Prali, provincia di Torino, Piemonte.)


Il laghetto si è formato naturalmente quest'anno grazie alle abbondanti nevicate invernali che hanno interessato il Piemonte.





Da Bout du col parte il sentiero che porta al Lago Verde e al col D'Abries, dove il Piemonte confina con la Francia.

Per maggiori informazioni sull'itinerario per il Lago Verde potete consultare questo il sito Gulliver.it







Prali, Piemonte, Piedmont, Italy

giovedì 13 agosto 2009

Il peperone di Carmagnola

Tra i prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi non si può non elencare il PEPERONE DI CARMAGNOLA per cui il Ministero per le politiche agricole ha in corso l'istruttoria per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta.


A Carmagnola, in Piemonte, la coltura del peperone inizia nei primi anni del novecento. Vista la vocazione prettamente agricola della zona fino a dopo il secondo dopoguerra viene sviluppata in modo intensivo la coltura del peperone di Carmagnola grazie alle ottime rese che garantisce.

Il peperone di Carmagnola è un ingradiante fondamentale della Bagna Caoda alla piemontese.


Tratto da: wikipedia

mercoledì 12 agosto 2009

Genepì, il liquore tipico del Piemonte

Il Genepi' è un liquore ricavato dalle piante aromatiche che portano lo stesso nome, tipico delle valli del Piemonte.
La pianta del Genepi' è del genere Artemisia e cresce sulle Alpi piemontesi.
Il cespuglio del Genepì può crescere fino a circa 10\15 centimetri, dai fiori maschili della pianta viene ricavato il liquore tipico del Piemonte.
Oggi la pianta selvatica del Genepì è protetta, quelle da cui si ricava il liquore viene quindi coltivata.
Per produrre il Genepì i fiori devono essere lasciati in infusione nell'alcol per circa 90 giorni.

Piemonte, Piedmont, Italy.

Torino, piscine aperte in agosto:

Per chi è in Piemonte nel mese di agosto e proprio non riesce a fare un salto al mare ecco alcune piscine in cui fare un tuffo.
Sono tutte a Torino, aperte nel mese di agosto:

PISCINA FRANZOJ Str. Antica di Collegno 221 Torino, Piemonte Tel. 011.723090
(vasca per bambini)Aperta fino al 6/9Dal martedì al sabato dalle 12.00 alle 19.00Lunedì aperta dalle 10.30 alle 18.30

SISPORTVia Olivero 40 Torino, Piemonte Tel. 011.3151615/1
Aperta fino al 31/8 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 20.00

PISCINA COLLETTAVia Ragazzoni 5/7 Torino, Piemonte Tel. 011.284626
Aperta fino al 31/8 dalle ore 12.00 alle 19.00

PISCINA LIDO TORINO Via Villa Glori 21 Torino, Piemonte Tel. 011.6614888
Aperta fino al 31/8 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00

PISCINA LOMBARDIAC.so Lombardia 95 Torino, Piemonte Tel. 011.7380008
(vasca per bambini)Aperta fino al 31/8 dalle ore 12.00 alle 18.30. Il lunedì aperta dalle 11.00 alle 19.00

PISCINA PELLERINA C.so A. Claudio 110 Torino, Piemonte Tel. 011.744036
Aperta fino al 31/8 dal lunedì al venerdì 10.00-19.00

PISCINA GALILEO FERRARIS C.so Galileo Ferraris 288-290 Torino, Piemonte
Tel. 011.3017367
Aperta fino al 5/9 dal lunedì al venerdì 9.00-20.30 e il sabato dalle 10.00 alle 20.00

SEMPIONEV ia Gottardo 10 Torino, Piemonte Tel. 011.2050256
(vasca per bambini)Aperta fino al 31/8 dalle 10.00 alle 19.00

Torino, Piemonte, Piedmont, Italy.

lunedì 27 luglio 2009

IL BONET, il dolce tipico del Piemonte

Il bonet (IPA [bu'nɛt]) è un dolce al cucchiaio tipico del Piemonte a base di cioccolato e amaretti.

In piemontese bonet significa cappello.
In alcune interpretazioni il nome farebbe riferimento alla forma dello stampo in cui viene cotto il bonet.
In altre la parola cappello farebbe riferimento al fatto che il bonet viene servito alla fine del pasto, quindi fa da "cappello" al resto.

In alcuni documenti storici del Piemonte nel XIII viene menzionato il bonet anche se in una versione diversa da quella che conosciamo oggi visto che il cacao arriverà dall'America molto più avanti.

Il bonet "storico" definito anche alla monferrina veniva preparato in Piemonte senza il cacao, che come abbiamo visto doveva ancora venire scoperto, ma uova, latte,zucchero e amaretti.

LA RICETTA DEI GIORNI NOSTRI:

Ingredienti
per 8 persone

Latte parzialmente scremato 700 g
Uova di gallina 180 g
Biscotti amaretti secchi 100 g
Zucchero 140 g
Cacao amaro in polvere 20 g




PREPARAZIONE:

Sbattere le uova con lo zucchero il cacao e gli amaretti. Aggiungere il latte precedentemente portato ad ebollizione. Versare il preparato negli appositi stampini. Sistemare gli stampi in una teglia a bagnomaria con un fogli di cartone sul fondo per limitarne il bollore.

Cuocere in forno a 160°C per 60 minuti circa.

Piemonte, Piedmont, Italy

Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato ( Asti, Piemonte, Italy)

Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato, prodotto tipico del Piemonte, prende il nome caratteristico di "gobbo" grazie alla tipologia della coltivazione.
Nelle campagne di Nizza Monferrato, in Piemonte, per proteggerlo dal freddo dell'inverno viene parzialmente sotterrato. La pianta per cercare la luce si piega verso l'alto assumendo la forma gobba caratteristica.
Oltre a permettere alla pianta di resistere ai rigidi inverni piemontesi, questo tipo di coltura rende il gambo BIANCO e più TENERO.

Il Cardo, soprattutto il Gobbo del Piemonte, è un ingrediente fondamentale e tipico della Bagna Cauda Piemontese.

In un'altra zona del Piemonte invece, la pianura saluzzese, il cardo viene viene racchiuso in spessi fogli di carta legati in modo molto stretto. In questo modo il cardo cresce dritto, bianco e tenero.

Il cardo gobbo di Nizza è inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Piemonte.

Piemonte, Piedmont, Italy

giovedì 23 luglio 2009

Piemonte a tavola: I BATSOA'

L'origine di questo piatto del Piemonte sembra risalire ai primi dell'800.

L'ingrediente principale era rappresentato dalla zampa del vitello o del manzo piemontese.

In molte ricette viene utilizzata la zampa del maiale perchè anticamente quando si uccideva il maiale la zampa era la parte più difficilmente conservabile. La carne di maiale è però molto più grassa e il gusto è meno fine di quella del bovino del Piemonte.


L'etimologia della parola non è sicura ma solitamente viene fatta risalire al francese "bas de soie" cioè "calze di seta" che ricorda la consistenza del piatto.



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Ingredienti

* zampa di vitello o manzo (o maiale)
* cipolla
* sedano
* carota
* aceto
* olio di oliva
* pepe
* sale
* tuorlo
* pangrattato

Preparazione
1) lessare la zampa partendo dall'acqua fredda con cipolla, sedano e carota fino ad ottenere il distacco della carne dalle ossa.

2) scolare la zampa ed eliminare le ossa e gli aromi

3) Tagliare la carne a liste sottili. Sgrassare il brodo e re-immergere la carne, aggiungere l'aceto e riportare ad ebollizione.

4) Far bollire fino a consumare tutto il brodo, estrarre la carne con la gelatina e far scolare e raffreddare in un colino.

5) Tagliare la carne fredda in fette sottili immergerle nel rosso d'uovo sbattuto, nel pangrattato e friggere.

Servire caldi.

Piemonte, la storia

Il Piemonte è abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C.

Il Piemonte fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero il Piemonte divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo il Piemonte subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Il Piemonte era amministrativamente diviso in contee e marche, fu in parte riunificato nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento del Piemonte nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione del Piemonte, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana.

Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione del Piemonte, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano.

Non mancarono, nel rapido sviluppo del Piemonte, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione Piemonte. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione.


Tratto da wikipedia

sabato 18 luglio 2009

IL SALAME DI TURGIA

Il salame di turgia o salam d'turgia è un prodotto tipico piemontese delle Valli di Lanzo, in provincia di Torino.

Viene prodotto con carne di vacca da latte che non ha avuto vitelli, lardo e pancetta, vino rosso e spezie. Anche il budello in cui viene insaccato è di origine bovina del Piemonte.

In origine questo insaccato piemontese era utilizzato per consumare anche i pezzi meno pregiati della macellazione della vacca. Oggi invece questo salume che rappresenta un prodotto tipico delle Valli di Lanzo, in Piemonte, viene ottenuto con carni di prima scelta ed è incluso nel Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino.

Anche il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, su richiesta della Regione Piemonte, ha riconosciuto il salame di turgia nei Prodotti Agroalimentari Tradizionali piemontesi.

Per maggiori informazioni si può anche consultare il sito del salame di turgia.