Un viaggio nei luoghi e nei prodotti tipici del Piemonte attraverso le ricette, gli usi e le tradizioni della regione pedemontana. A travel in Piedmont cuisine, between Piedmont tipical products.
lunedì 26 ottobre 2009
IL PIEMONTE E LE ACCIUGHE
Notoriamente il Piemonte non è una regione marina.
Sembra che in passato i contadini, provenienti soprattutto dalla valle Maira nel cuneese, cercassero di arrotondare nei mesi invernali andando in Francia o in Liguria a prendere il sale da vendere poi in tutto il Piemonte. Poichè il sale ai tempi era un bene molto prezioso sembra venisse nascosto sotto le acciughe. Questi contadini passavano poi nei paesi con dei carretti a vendere sia il sale che i pesci e venivano chiamati ANCIUE'.
Il Museo Seles - Museo multimediale dei mestieri itineranti, vuole essere il punto di raccolta delle testimonianze e della documentazione di tutti gli acciugai della Valle Maira che hanno avuto nei comuni di Dronero, Celle di Macra e Paglieres la loro culla d’origine.
www.comune.dronero.cn.it
Piemonte, Piedmont, Italy
lunedì 19 ottobre 2009
LA MELA ROSSA DI CUNEO
| La "Mela rossa Cuneo", la migliore in Europa e nel mondo, sarà promossa in tutto il Nord-Ovest del Paese in attesa del tanto agognato marchio "Igp" | |
| IL PROGETTO DELLA CAMERA DI COMMERCIO SARÀ PUBBLICIZZATO CON LOCANDINE PER INDIRIZZARE I CONSUMATORI NEI PUNTI VENDITA ADERENTI | |
“La grande rossa della provincia Granda”. Questa la credenziale con cui | |
L'iniziativa, presentata ufficialmente nel salone d'onore camerale, non è alla prima edizione. È stata già proposta in passato, dal 2005. Prosegue, intanto, il nuovo iter burocratico per l'acquisizione dell'Igp, il prestigioso marchio di tutela. Dalla sua, la “rossa” di Cuneo vanta la prerogativa di essere la migliore mela del genere, non solo a livello europeo, ma anche mondiale, per caratteristiche organolettiche e coloritura. Altrove il prodotto non beneficia della forte escursione termica tra le ore diurne e le notturne, come avviene nella Granda. Unica eccezione, lo stato di Washington con una tradizione assai meno consolidata di quella nostrana. “La stretta collaborazione tra Centro regionale di ricerca (Creso), agenzia L'operazione promozionale “Mela rossa Cuneo” guarda all'area dell'Italia nord occidentale, con ricerca della filiera breve tra produttore e consumatore. All'operazione aderiscono le organizzazioni dei consumatori, i produttori associati, alcuni grossisti, la rete dei negozi specializzati facenti capo a Confcommercio e le catene della grande distribuzione con punti vendita in Piemonte, Lombardia e Liguria. In particolare, ad oggi, hanno già formalizzato l’adesione al progetto Carrefour, Coop Nord Ovest, Dimar, Nord di Conad e il Gigante. Altre adesioni potranno giungere nei prossimi mesi in quanto l'avvio della campagna sarà personalizzato a seconda delle esigenze commerciali degli operatori. I frutti verranno proposti in bauletti da 3 chili in cartone bianco, con logo del Consorzio Mela Rossa Cuneo, oppure allo stato sfuso, con bollinatura sui singoli “pezzi”. Le caratteristiche della produzione 2009 sono eccezionali, favorite dal caldo secco dell'estate e dalle recenti piogge settembrine. In provincia, la produzione di mele rosse sta raggiungendo il milione di quintali. Si tratta di un'evoluzione in positivo, con recupero di aree in passato destinate ad altre varietà, tra cui le Golden delicious. Nel presentare il progetto, che sarà pubblicizzato mediante manifesti e locandine in grado di aiutare i consumatori ad individuare i punti vendita aderenti, il presidente della Camera di commercio ha sottolineato come “le eccellenza della terra cuneese meritino attenzione ed impegno nella valorizzazione”. “Abbiamo prodotti che altrove non sono reperibili con le stesse peculiarità. – ha aggiunto - Dobbiamo farli conoscere, agevolarli nella fase di distribuzione, in modo da ripagare i produttori della loro elevata professionalità e da consentire ai fruitori finali di accedere alle voci della nostra ortofrutticoltura, anche in nome delle recenti tendenze a cercare ciò che viene assicurato a chilometri zero, cioè che matura a breve distanza dal luogo del consumo. La mela rossa ci può dare grandi soddisfazioni pure in terre lontane, nei Paesi in cui il suo sapore e l'invitante aspetto già le hanno garantito interesse e plauso. Di qui l'impegno per un'Igp che ufficializzerà requisiti unici”. TRATTO DA CUNEOCRONACA | |
martedì 6 ottobre 2009
IL RISO
Oggi le zone del Piemonte più interessate dalla coltivazione del riso sono le province del vercellese, del basso novarese, del biellese e alcune zone dell'alessandrino.
Dopo la trebbiatura il riso è ancora rivestito dalle glumelle e viene chiamato risone. Viene quindi portato nelle riserie dove vengono eseguite dierse lavorazioni: pulitura, sbramatura, sbiancatura, lucidatura, brillatura.
La pianta da coltivazione si divide i tre sottospecie che si differnziano per la forma del chicco:
- Indica
- Japonica
- Javanica
In Piemonte e nelle altre zone d'Italia dove viene coltivato si utilizza la Japonica.
S.Andrea: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
Padano: iedale per arancini, cotto in 15 (al dente) o 18 minuti:
Ribe Parboiled: ideale per risotti, cotto in 15-16 minuti;
Una ulteriore classificazione viene fatta a seconda delle dimensioni e della forma del chicco:
- Comune o originario: (Balilla) grani tondi e tondeggianti
- semifino: (Vialone nano) grani lunghi e grossezza media
- fino: (S. Andrea, Vialone) grani lunghi e grossi
- superfino: (Arborio, Baldo, Carnaroli) grani molto lunghi e grossi.
Piemonte, Piedmont, Italy
lunedì 28 settembre 2009
I PLIN
In dialetto piemontese il plin è il pizzicotto, da questo termine deriva il nome di questa pasta all'uovo ripiena di carne arrosto, il plin è il pizzicotto che viene dato alla pasta.
I Plin vengono cotti in acqua bollente e saltati con burro e salvia, oppure sugo d'arrosto. Ma per apprezzarne completamente il gusto, una tradizione vuole che si gustino su di un tovagliolo senza nessun condimento. Durante la manifestazione del Gustadom ad Asti si possono assaggiare gli agnolotti gobbi serviti in questo modo.
Piemonte, Piedmont, Italy
venerdì 25 settembre 2009
IL PLAISANTIF
Piemonte, Piedmont, Italy
venerdì 4 settembre 2009
I VINI DEL PIEMONTE INVADONO LONDRA
Sicuramente un'iniziativa pubblicitaria importante per i vini piemontesi.
Maggiori info sul sito de "La Stampa"
Piemonte, Piedmont.
mercoledì 2 settembre 2009
IL GRISSINO prodotto tipico del Piemonte.
La sua origine sembra merito di Vittorio Amedeo II di Savoia, o meglio del suo dottore.
Per dare al giovane componente della famiglia Savoia, che riusciva con difficoltà a digerire la mollica del pane, il medico intorno al 1675 fornì le indicazioni ad Antonio Bruero fornaio di Lanzo Torinese per produrre il grissino.
I grissini ebbero una veloce diffusione sia in Piemonte che nel resto del paese grazie alla digeribilità e alla facilità di conservazione.
Anche Napoleone adorava i grissini del Piemonte e li chiamava "petites batons de Turin" e sembra se li facesse spedire direttamente da Torino a Parigi.
Il nome deriva da quello della "ghersa", il classico pane piemontese, di forma allungata.
La forma di grissino più antica e tradizionale è indubbiamente il rubatà o robatà (la pronuncia è comunque "rubatà", che in piemontese significa "rotolato") di lunghezza variabile dai 40 agli 80 cm, facilmente riconoscibile per le caratteristica nodosità, dovuta alla lavorazione a mano. Il rubatà di Chieri è incluso nella lista prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Sono allo steso modo considerate zone di produzione classica del Rubatà, il Torinese, la zona di Andezeno e il Monregalese.
L'unica altra forma di grissino tradizionale e tutelata è il Grissino Stirato. Di invenzione più recente rispetto al rubatà, si distingue da questi in quanto la pasta, invece che essere lavorata per arrotolamento, viene allungata tendendola dai lembi per la lunghezza delle braccia del panificatore, il che conferisce maggiore friabilità al prodotto finale. Soprattutto questo tipo di lavorazione permise la produzione meccanizzata già a partire dal XVIII secolo.
Piemonte, Piedmont, Italy
giovedì 13 agosto 2009
Il peperone di Carmagnola
A Carmagnola, in Piemonte, la coltura del peperone inizia nei primi anni del novecento. Vista la vocazione prettamente agricola della zona fino a dopo il secondo dopoguerra viene sviluppata in modo intensivo la coltura del peperone di Carmagnola grazie alle ottime rese che garantisce.
Il peperone di Carmagnola è un ingradiante fondamentale della Bagna Caoda alla piemontese.
mercoledì 12 agosto 2009
Genepì, il liquore tipico del Piemonte
La pianta del Genepi' è del genere Artemisia e cresce sulle Alpi piemontesi.
Il cespuglio del Genepì può crescere fino a circa 10\15 centimetri, dai fiori maschili della pianta viene ricavato il liquore tipico del Piemonte.
Oggi la pianta selvatica del Genepì è protetta, quelle da cui si ricava il liquore viene quindi coltivata.
Per produrre il Genepì i fiori devono essere lasciati in infusione nell'alcol per circa 90 giorni.
Piemonte, Piedmont, Italy.
lunedì 27 luglio 2009
Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato ( Asti, Piemonte, Italy)
Nelle campagne di Nizza Monferrato, in Piemonte, per proteggerlo dal freddo dell'inverno viene parzialmente sotterrato. La pianta per cercare la luce si piega verso l'alto assumendo la forma gobba caratteristica.
Oltre a permettere alla pianta di resistere ai rigidi inverni piemontesi, questo tipo di coltura rende il gambo BIANCO e più TENERO.
Il Cardo, soprattutto il Gobbo del Piemonte, è un ingrediente fondamentale e tipico della Bagna Cauda Piemontese.
In un'altra zona del Piemonte invece, la pianura saluzzese, il cardo viene viene racchiuso in spessi fogli di carta legati in modo molto stretto. In questo modo il cardo cresce dritto, bianco e tenero.
Il cardo gobbo di Nizza è inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Piemonte.
Piemonte, Piedmont, Italy
sabato 18 luglio 2009
IL SALAME DI TURGIA
Viene prodotto con carne di vacca da latte che non ha avuto vitelli, lardo e pancetta, vino rosso e spezie. Anche il budello in cui viene insaccato è di origine bovina del Piemonte.
In origine questo insaccato piemontese era utilizzato per consumare anche i pezzi meno pregiati della macellazione della vacca. Oggi invece questo salume che rappresenta un prodotto tipico delle Valli di Lanzo, in Piemonte, viene ottenuto con carni di prima scelta ed è incluso nel Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino.
Anche il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, su richiesta della Regione Piemonte, ha riconosciuto il salame di turgia nei Prodotti Agroalimentari Tradizionali piemontesi.
Per maggiori informazioni si può anche consultare il sito del salame di turgia.
giovedì 24 aprile 2008
SEIRASS DEL FEN - Piemonte - Piedmont.

Il nome deriva dal dialetto Piemontese che significa ricotta. Infatti è ricavato dal siero che resta dopo la produzione del formaggio come la tradizionale ricotta.
I pastori del Piemonte avevano l’esigenza di proteggere il formaggio durante il trasporto a valle e lo avvolgevano nel fieno.
Da qui il nome caratteristico.
Questo latticino si produce soprattutto nelle valli Valdesi della provincia di Torino, in Piemonte.
Il Seirass del Fen oggi è un presidio Slow Food e fa parte del paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino.
Piemonte, Piedmont.
